Carta Apostólica · Pontifício

Datae

Tipo
Carta Apostólica
Esfera
Pontifício
Papa / autoridade
São João Paulo II
Data de publicação
21 de março de 2005
Idiomas disponíveis (vatican.va)
PT
Arquivos da Santa SéPreservação HistóricaGestão DocumentalTecnologia da Informação

O documento estabelece normas para a organização e preservação dos arquivos da Santa Sé. O texto enfatiza a importância de manter e ampliar o cuidado com os registros históricos do pontificado, garantindo que sejam conservados adequadamente para uso pela Cúria Romana e por pesquisadores.

A carta também destaca a necessidade de integrar as práticas tradicionais da arquivística com as novas tecnologias da informação. O objetivo é modernizar os métodos de consulta e descrição dos documentos, aproveitando o progresso tecnológico sem abandonar os princípios consolidados da disciplina.

Texto integral reproduzido da fonte oficial em vatican.va (idioma original: PT). Em caso de dúvida, o original prevalece.Abrir em vatican.va ↗

GIOVANNI PAOLO II SERVO DEI SERVI DI DIO A PERPETUA MEMORIA

LITTERAE APOSTOLICAE «MOTU PROPRIO» DATAE

quibus lex promulgatur de Sanctae Sedis tabulariis.

La cura vigilantissima che i Romani Pontefici hanno sempre mostrato nel conservare e tramandare alle future generazioni la memoria del Pontificato e dell'opera della Santa Sede non solo deve essere mantenuta anche ai giorni nostri, ma anzi conviene che sia accresciuta, specie per ciò che riguarda gli archivi della Sede Apostolica, ovunque si trovino.

Infatti gli archivi della Santa Sede, conservati lungo i secoli in diversi luoghi dell'Urbe e custoditi con metodologie multiformi, secondo le consuetudini dei tempi, sono venuti crescendo ai nostri giorni di numero e di qualità, contemporaneamente allo sviluppo e alle riforme della Curia Romana, ed esigono pertanto una normativa che assicuri il loro retto ordinamento, la congrua conservazione e la buona consultazione per rispondere anzitutto alle esigenze del Romano Pontefice, quindi della stessa Curia Romana e infine dei ricercatori e degli storici che ad essi si rivolgono con sempre maggiore attenzione.

Siamo ben coscienti, d'altra parte, del notevole progresso compiuto in tempi a noi vicini dalla dottrina archivistica, le cui migliori acquisizioni sono divenute patrimonio per molte amministrazioni pubbliche e private di tutto il mondo.

I recenti mezzi informatici, infine, si sono venuti affiancando ai tradizionali strumenti di descrizione e di ricerca in seno agli archivi e le loro notevoli possibilità di sussidio e di ausilio al lavoro archivistico hanno indotto non già a ripensare le consolidate acquisizioni della dottrina archivistica, che restano immutate nella loro comprovata validità, ma a favorirne l'integrazione con le nuove tecnologie stesse, le quali, almeno in alcuni casi, si mostrano quanto mai valide per l'ordinamento, la ricerca e la conservazione, sotto nuovi formati, di serie speciali di documenti.

Si osserva, altresì, ai nostri giorni un crescente interesse per la ricerca archivistica nel mondo della cultura; interesse a cui Noi stessi, sull'esempio dei Nostri venerati Predecessori, non siamo rimasti indifferenti. Molte sono infatti, le provvidenze assunte dai Pontefici Romani per gli archivi della Santa Sede in tempi remoti e in maniera rilevante nel secolo scorso. Ad esse Noi abbiamo voluto far seguire alcuni atti che crediamo abbiano giovato alla ricerca dei documenti e alla stessa maturazione storiografica di taluni periodi e di particolari aspetti della vita della Chiesa.

Ci pare, pertanto, che sia opportuno intervenire ora con un'apposita Legge che, facendo tesoro delle provvidenze assunte nel passato, ordini in modo univoco e per alcuni aspetti innovatore tutti gli archivi della Santa Sede e delle Istituzioni ad essa collegate, sia che si tratti dei cosiddetti archivi correnti, sia che si tratti più propriamente degli archivi storici.

Abbiamo, pertanto, deliberato di intervenire con una speciale Legge in tutti gli ambiti che riguardano gli archivi della Santa Sede e delle Istituzioni ad essa collegate e nel loro complessivo coordinamento, in modo che vecchi e nuovi Organismi abbiano una norma comune per l'assetto dei loro archivi, sia nell'aspetto del quotidiano lavoro di ordinamento, sia nelle delicate operazioni successive di conservazione e di consultazione.

Speciali compiti di vigilanza, di consulenza e di indirizzo intendiamo poi affidare alla «Commissione Centrale per gli archivi della Santa Sede», istituita con la nuova Legge, in modo che i Superiori dei relativi Organismi, nonché tutti gli Officiali addetti agli archivi abbiano un sicuro punto di riferimento e nel contempo sia assicurata all'intero patrimonio documentario degli Organismi della Santa Sede e delle Istituzioni ad essa collegate una competente gestione.

Le particolari disposizioni della nuova Legge sugli archivi della Santa Sede trovano la loro più piena motivazione nella visione particolare che degli archivi stessi hanno sempre avuto i Romani Pontefici. Noi, infatti, consideriamo il grande patrimonio di fonti storiche custodito negli archivi della Santa Sede alla pari di un prezioso tesoro di testimonianze circa il passaggio della Chiesa nel mondo e nella storia, da trasmettere integro e inalterato alle generazioni future. Per tale motivo non è fuor di luogo parlare, almeno in ambito ecclesiale, di valore pastorale degli archivi ecclesiastici, senza con ciò voler sminuire o alterare la valenza oggettiva delle fonti archivistiche per la più vasta e spassionata scienza storica. In tale visione va compresa la nuova normativa nel suo complesso.

Tutto ciò che è stato stabilito con la nuova Legge, da Noi pubblicata con il presente Motu Proprio, ha pieno e stabile valore per tutti gli Organismi della Santa Sede e delle Istituzioni ad essa collegate, nonostante qualsiasi disposizione contraria, pur meritevole di speciale menzione.

Dato nella città del Vaticano, il 21 marzo dell'anno del Signore 2005, vigesimo settimo del Nostro Pontificato.

IOANNES PAULUS PP. II

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